Web Academy
Dal 03 June 2010 al 04 June 2010
Luogo: Centro Multimediale di Terni
Academy svolge questa edizione annuale dei suoi lavori nel Centro Multimediale di Terni, che l’Amministrazione comunale ha messo a disposizione dell’evento e che Ipazia Promos ha concorso ad organizzare.
Nella partnership tra questi soggetti è dato scorgere il segno di una loro intelligente, provvidenziale lungimiranza. Le micro web-tv stanno infatti affermandosi come una delle novità più vitali e interessanti di questo Paese, poiché mostrano, con la loro presenza diffusa e il loro impegno quotidiano, di riuscire a dar voce alle mille diverse anime della società. Ciò facendo, esse concorrono oggettivamente e in modo efficace, con l’eterogeneità dei loro interessi e la capillarità della loro azione, all’arricchimento della nostra democrazia, e perfino, non appaia eccessivo, al disegno del suo completamento auspicato dalla nostra stessa Costituzione.
Come si potrebbe infatti tentare di valutare adeguatamente il senso del loro lavoro, il ruolo che esse assolvono?
Non ci sembra azzardato, in proposito, il ricorso ad alcune espressioni assai sintetiche ma altrettanto eloquenti. Esse esprimono “funzioni” e, al tempo stesso, “valori”. Suonano come
- Ascolto dei cittadini
- Garanzia di visibilità a ogni soggetto
- Fattore di partecipazione
- Rappresentazione della realtà sociale
Il rapporto tra queste funzioni/valori e i fondamenti di una democrazia reale sono evidenti, giacché altrettanto evidente è il vuoto che il sistema delle micro web-tv tende a riempire.
Da troppo tempo, nel nostro Paese, il sistema ufficiale della comunicazione e i media che lo costituiscono raccontano una realtà parziale e deformata. La causa sono gli interessi che lo dominano e lo controllano, gli effetti sono una coscienza collettiva che, manipolata e plagiata, fatica a farsi adulta. Soprattutto, in questo teatro non-stop della finzione e della manipolazione cui il sistema dei media tende a dar vita, non entrano mai in campo con la loro voce, se non marginalmente e mal sopportati, i protagonisti principali della scena: le persone come noi, i nostri simili, i nostri vicini, il racconto delle loro storie, dei loro problemi, dei loro sogni. I media tradizionali, in maggioranza, non sanno più – non vogliono – mostrarci l’anima vera della società in cui viviamo; ce ne restituiscono solo uno specchio infedele, elusivo, ipnotico.
In questo scialbo e poco rassicurante panorama, nello scenario volutamente soporifero e ingessato di una “cattiva maestra televisione” – per dirla con Popper – ben assecondata da molta stampa di informazione, la novità, il “sale” delle web-tv sta proprio nella loro capacità di farsi “occhi e orecchie” del paese reale, di rappresentarne frammenti e segmenti che, per quanto minimi, sono tuttavia – sempre – parole di verità, parti di una narrazione genuina del mondo, appreso nei suoi microcosmi!
Una verità che risulta tale poiché si manifesta senza artifici e mediazioni, che parla con la voce dei protagonisti; e – condizione straordinaria – che riesce a farsi dialogo, confronto, giudizio collettivo, voce – insomma – dell’“agorà”! Voce libera, dunque, e plurale, che non sopporta altra censura se non il giudizio dell’altro, e però di un uguale, altrettanto libero di esprimersi.
In quanto libere, le micro web-tv sono una voce della democrazia; una voce scomoda, dunque una garanzia di protezione della democrazia.
Bene ha fatto, dunque, Ipazia Promos a organizzare e condividere con la FEMI e con Altra TV la campagna “Rita101”, da poco e con successo conclusasi, per rendere omaggio alla donna e alla scienziata più prestigiosa del nostro Paese. Questa straordinaria esperienza ha mostrato a noi tutti le grandi potenzialità delle micro web-TV e della rete nel farsi protagonisti di grandi cause civili e sociali, nel suscitare l’interesse e la partecipazione di soggetti autorevoli e prestigiosi della scena nazionale, nell’attrarre la testimonianza di attori istituzionali e di operatori culturali influenti intorno a questioni decisive per la vita e il futuro dell’Italia come la ricerca e, legato a questa, l’avvenire professionale delle giovani generazioni.
Auspichiamo che in queste vostre giornate di dibattito e di formazione abbiate modo di proseguire la riflessione sul valore di questa campagna e su quanto ancora si potrà fare con successo insieme per corrispondere alle attese suscitate da “Rita101” nei segmenti migliori della nostra società. Questa e altre campagne su temi altrettanto importanti e vitali potranno aiutare il Paese e lo stesso settore delle web-TV a crescere ulteriormente e a rafforzare la propria autorevolezza e capacità di iniziativa. Sappiate perciò che, in questo percorso, potrete sempre contare sul sostegno di Ipazia Promos, disponibile ad essere al vostro fianco in ogni iniziativa mirata al progresso civile e culturale della nostra società, nonché al rafforzamento dei suoi valori democratici e costituzionali.
Siamo inoltre fortemente interessati, per le ragioni già illustrate, al vostro dibattito odierno, all’iniziativa promossa da Academy, che consideriamo occasione utile al vostro giovane soggetto collettivo per crescere nella coscienza di sé e nella consapevolezza delle proprie potenzialità.
Vorremmo riflettere con voi, in particolare, sulle parole usate a qualificare questa vostra iniziativa, e dare così ad essa anche un nostro contributo.
L’espressione che ci interessa commentare in questo breve intervento è quella che fa riferimento alla “riscossa dell’iperlocalismo”.
Ci sembra opportuno il richiamo al localismo come valore da difendere, perché – come abbiamo già detto – esso riassume il senso della vostra stessa testimonianza, che acquista forza dalla rappresentazione diretta e senza edulcorazioni del microcosmo sociale, dando con ciò pienezza di significato alla democrazia.
Vorremmo tuttavia segnalare che il localismo assume senso e valore sia come luogo di espressione, testimonianza e autodeterminazione dei soggetti locali, sia come indispensabile terreno di ancoraggio e verifica dell’azione generale di governo, di cui esso è fondamentale e insostituibile banco di prova. E proprio nel suo costituirsi come “campionario” di situazioni capaci di verificare, insieme a quella locale, anche la condizione sociale generale, esso acquista senso compiuto. Dunque, il localismo come oggetto privilegiato, palestra elettiva di azione e di osservazione delle micro web-TV ci sembra raggiungere pienezza di senso solo se riesce a concepirsi anche come il profilo interno, l’“altra faccia” di una struttura sociale e istituzionale più generale che lo comprende e di cui inevitabilmente esso partecipa.
Solo così, del resto, possono concepirsi le incursioni del “local” nel “global” e possono avere spiegazione le campagne e il successo condotte da microsoggetti su macroproblemi come la ricerca, la giustizia, la salute e altri simili.
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