Mutazioni in atto
Una Strategia di Controllo Responsabile
Il divenire straordinario delle tecnologie - in particolare il web e la telefonia - è un nostro patrimonio.
Come un libro lo scriviamo noi.

Due secoli fa, un romanzo dell’orrore scritto da una ragazza di diciotto anni in una notte di tempesta, per scommessa con due poeti Shelley e Byron, poneva per la prima volta drammaticamente il problema delle conseguenze della scienza per la vita dell’umanità. Era un momento di grande stupore per le forze della natura dopo la scoperta dell’elettricità; e infatti è la scarica elettrica di un fulmine adare al Frankenstein di Mary Shelley la scintilla vitale per la sua creatura assemblata con parti di cadaveri. Il mostro distruggerà poi il suo creatore.
Sessanta anni fa, un altro grande segreto carpito alla materia, l’energia dell’atomo, ha suscitato paura per le sue applicazioni militari, sulle quali del resto si era aperto un dibattito drammatico tra politicie scienziati. Di nuovo il prodotto dell’intelligenza umana rischiava di distruggere l’uomo.
Ma il tempo ha dato torto a questi timori, li ha ridimensionati. Ha dimostrato che delle due facce di quegli eventi di immensa portata, a prevalere largamente è stata la faccia positiva. La biologia, la medicina, la chimica, gli impieghi dell’elettricità hanno dato enormi progressi all’umanità. A loro volta le ricerche sull’atomo hanno fornito la possibilità di produrre energia nucleare a scopi pacifici, oltre alle applicazioni di vasta portata della radioattività in vari campi.
Nell’uno e nell’altro caso l’insegnamento è che il progresso della scienza non poteva e non doveva essere arrestato, ma era necessario stabilire un codice di norme che fissasse i limiti e gli usi delle applicazioni tecnologiche derivate, nell’interesse dell’umanità, e di conseguenza bisognava che gli “operatori” preposti al controllo di questi mezzi (Stati, organismi politici, istituti di ricerca ecc.) si attenessero a precisi criteri di responsabilità nei loro comportamenti.
Oggi la grande rivoluzione dell’elettronica degli ultimi decenni, modificando profondamente le tecnologie dellacomunicazione, si è presentata nuovamente come un Giano bifronte. Il suo prezzo negativo è apparso, sotto forma di scandali, nell’uso deviato che ne è stato fatto a fini di potere. Ma è evidente che l’enorme sviluppo delle possibilità di trasmettere a ogni livello – privato e collettivo – e su scala planetaria informazioni e messaggi culturali anche in tempo reale ha mutato radicalmente le relazioni tra gli uomini e, con queste, la loro mentalità nel senso più largo. Anche qui si impone dunque una stessa strategia di controllo responsabile.
La duplicità del fenomeno ha in questo caso aspetti più subdoli, sia per la diffusione delle tecnologie praticamente disponibili da parte di tutti, sia per il carattere tendenzialmente “riservato” delle operazioni e dei prodotti relativi. É quanto ha messo in evidenza, di recente nel nostro paese, lo scandalo delle intercettazioni telefoniche deviate. In gioco sono non solo la privacy dei singoli cittadini e gli interessi economici delle imprese, ma gli equilibri di potere nella società e la stessa democrazia. Tutto può essere veicolato attraverso questa rete, che da una parte è uno strumento irrinunciabile per le indagini su ogni forma di crimine, e dall’altra parte consente “smagliature” difficili da individuare e perseguire.
Anche in questo campo si impone la necessità di un “sistema di controllo”, basato su un codice di regole e su sanzioni proporzionate alla gravità dei reati. Ma questi strumenti - ancora da definire nella loro concretezza - potrebbero rivelarsi insufficienti di fronte alla “duttilità” del fenomeno, che del resto coinvolge notevoli interessi.
UN ORIENTAMENTO ETICO E CULTURALMENTE CONSAPEVOLE VERSO LE MODERNE TECNOLOGIE DI COMUNICAZIONE
Il paradigma a cui si fa riferimento in questo approccio è quello della “Tecnologia Consapevole”. Si tratta, quindi, di proporre una rivoluzione morale copernicana nell’ambito delle tecnologie applicate alla sicurezza e all’analisi delle dinamiche dei flussi di informazione.
L’ipotesi di cambiamento praticabile comporta il mantenimento e l’adesione prima ad un codice etico comportamentale. Sarà opportuno l’aggiornamento delle regole, della formazione, della comunicazione specifica di questo settore della società. Si possono già definire alcune aree sulle quali agire per facilitare un processo di cambiamento e secondo una strategia di continuo miglioramento. In particolare, vanno tutelate le regole della trasparenza, il diritto all’accesso, la rintracciabilità dei dati lungo l’itinerario della lunga filiera dell’informazione.
Il progetto che si intende mettere in atto deriva dalla consapevolezza di un legame inscindibile, di una forte relazione che si instaura e si legittima nel corso del tempo tra lo Stato e la società. Si tratta di un principio che modifica profondamente il modo di gestire e amministrare aspetti sensibili del nostro Paese. Un fondamento di libertà e di democrazia che oggi deve nuovamente tornare ad essere un punto cardine dello Stato.
Deve essere concessa allo Stato e a tutti i cittadini la possibilità di cooperare al fine di ristabilire le condizioni che permettano alla persona e alle aggregazioni sociali di agire liberamente.
Questo perché la persona e le altre componenti della società anticipano e contengono il concetto e l’idea dello Stato: l’uomo é principio, soggetto e fine della società e gli ordinamenti statali devono essere al suo servizio. L’intervento sussidiario (da subsidium, che vuol dire aiuto) di agenti operanti nell’ambito della sfera pubblica, che non sono organo dello Stato ma “si fanno Stato” operando in settori sensibili e particolari come le utility, deve interagire con l’intervento dello Stato e supportarlo in maniera attiva e costante.
Il coordinamento con le attività dello Stato è insieme garanzie della legalità dell’azione a livello generale e della stessa legalità degli organismi di supporto allo Stato.
Le moderne tecnologie, se si prestano a usi di vario tipo, sono tuttavia in grado, per le stesse potenzialità intrinseche, di sviluppare procedimenti di controllo consapevole, purché sostenuti da un’adeguata volontà politica. Si tratta pertanto di coinvolgere le specializzazioni tecniche che definiscano i meccanismi necessari, finalizzati ai criteri d’ordine politico-morale che fondano questo progetto. Un primo passo verso l’utilizzo consapevole della tecnologia dovrà prevedere che il sistema delle comunicazioni, in particolare la rete di trasmissione nazionale sia gestita direttamente dal potere pubblico.
UN NUOVO PUNTO DI VISTA
Di qui la proposta di formare un gruppo di ricerca che, avvalendosi di specifiche competenze tecniche, sia finalizzato a creare le premesse di una presenza all’interno della telefonia di un pool di aziende del settore che possa svolgere una funzione di garanzia dell’uso corretto delle intercettazioni.
É quanto avviene già in altri settori vitali dell’economia, per esempio nella distribuzione alimentare, con la finalità primaria e il risultato di garantire il consumatore da manipolazioni dei prodotti, e quindi di promuovere una condizione di funzionamento corretto del mercato.
Due criteri essenziali dovrebbero essere perseguiti nel campo specifico delle intercettazioni: la trasparenza nell’utilizzo del sistema sotto esclusiva disposizione della magistratura; e la sicurezza del cittadino e di ogni organismo della società (economico, culturale, associativo) che i suoi diritti e interessi non siano lesi.
Non meno rilevante è stabilire i modi di responsabilizzazione degli operatori del settore, sia nel loro reclutamento sia nella loro formazione.
Infatti la risorsa umana si dimostrerà un fattore essenziale nella gestione del sistema. Oggi un personale, spesso sottratto a ogni regola di comportamento, lavora a questa raccolta di dati, rispondendo molte volte a committenti illegali. É un campo di studio e di intervento, questo degli operatori, di fondamentale importanza per dare completezza ai sistemi di controllo e garanzia degli usi legittimi della telefonia.
Il progetto potrebbe articolarsi dunque su tre momenti, che possono svolgersi in parallelo: la ricerca di regole e strumenti efficaci per stabilire un uso corretto delle comunicazioni; il reclutamento e la formazione di operatori responsabili del sistema; l’acquisizione di una presenza operativa all’interno della telefonia da parte di un gruppo di aziende specializzate nel settore.
Si tratta di un’iniziativa di politica industriale avanzata, intesa a immettere nel mercato con criteri di competizione un “modello di comportamento” che garantisca innanzitutto il consumatore, cioè la generalità dei cittadini, da interventi devianti di gruppi, espressione più o meno più o meno di interessi particolaristici,e insieme la correttezza del gioco democratico.
News
- » I privati «grandi assenti» nella ricerca - ITALIA AGLI ULTIMI POSTI PER I FINANZIAMENTI E IL DIVARIO...
Appuntamenti
- » (01 Gennaio 1970) INSIEME PER LA RICERCA - Economia Politica, Scienze economiche Aula...







