Documento fondante
Un nuovo Umanesimo

COMPLESSITÀ E TRANSDISCIPLINARITÀ
La cultura della specializzazione come leva preminente dello sviluppo produce solo “delle menti incapaci di legare le conoscenze, di riconoscere i problemi globali e fondamentali, di raccogliere le sfide della complessità…la parcellizzazione, la compartimentazione, l’atomizzazione del sapere rendono incapaci di concepire un tutto i cui elementi siano solidali, e con ciò tendono ad atrofizzare la conoscenza e la coscienza della solidarietà. Rinchiudono l’individuo in un settore compartimentato e con ciò tendono a circoscrivere strettamente la sua responsabilità, quindi ad atrofizzare la sua coscienza della responsabilità” (Edgar Morin, “Etica”).
Nella prospettiva dello specialismo risiede pertanto, oltre che il limite di una visione falsamente semplificata e perciò deresponsabilizzata del mondo, anche il fondamento ideologico dell’egoismo come principale movente dell’agire umano, cui l’”atomizzazione del sapere” non può fornire alcun antidoto.
Il pensiero della complessità è dunque l’unica forma di cittadinanza adeguata al “villaggio globale” e il suo paradigma metodologico/educativo – la trandisciplinarità – la sola garanzia di riscatto dalle angustie di una cultura della specializzazione, gravemente limitativa delle facoltà etico-conoscitive dell’uomo.
La “riforma delle coscienze” postula dunque un nesso tra l’agire etico e questa nuova forma di conoscenza. L’umanesimo ipaziano deve farlo proprio e fondare su di esso la propria azione.
PERCHÈ IPAZIA PREVEGGENZA TECNOLOGICA

La società italiana attraversa a sua volta una fase di crisi e di riorganizzazione della propria struttura civile e del sistema della rappresentanza politica. In questo contesto, nel quale assume grande rilevanza la capacità di attivare processi decisionali coerenti coi principi della democrazia, occorre dare vita a figure aziendali e giuridiche nuove nel nostro Paese, altrove – come nelle società anglosassoni - dotate invece di forte tradizione.
Riteniamo, in particolare, che sia ormai tempo di fare nascere un soggetto giuridico ed economico che abbia per oggetto statutario un’attività di lobbying, volta a sensibilizzare e ad assistere professionalmente gli amministratori pubblici e la comunità civile nei processi di cambiamento legislativo sostenuti da strategie politiche di ampio respiro e orientate al bene comune.
Suo principale obiettivo è realizzare iniziative e progetti che inneschino trasformazioni culturali, sociali ed economiche, su scala nazionale e internazionale, atte a favorire la promozione dei diritti umani e la qualità della vita.
Questa nuova società di lobbying, destinata ad innovare il panorama aziendale italiano svolgere un delicato ruolo di mediazione tra la società civile e gli organismi di potere, si denomina “Ipazia Preveggenza Tecnologica”.
IL PROFILO AZIENDALE
Eccellente matematica, filosofa, astrologa, vittima del fanatismo, del pregiudizio e dell’invidia, Ipazia di Alessandria è una figura emblematica nella storia dell’umanità e rappresenta un modello e un progetto di pensiero, di azione, di vita. Fu “sposa della verità”, esempio vissuto di perfezione umana, nel composto equilibrio delle virtù intellettuali e spirituali. Proprio quell’eccellenza di qualità che ne faceva una personalità carismatica, la rese invisa a coloro che costruiscono il loro potere sull’inganno.
Ipazia Preveggenza Tecnologica – società consortile a responsabilità limitata- intende riferirsi a questo eminente simbolo intellettuale per assolvere statutariamente ad un impegno civile e politico, nel significato più alto e autentico del termine.
Se la sua forma giuridica è, infatti, quella di una società di capitali, la sua autentica “personalità” aziendale ha connotazioni più affini a quelle di una Fondazione, di una Organizzazione no Profit, di un’Associazione di Promozione Sociale, di un Organismo non Governativo, analoghe alle forme assunte dalle società di lobbying operanti nei Paesi anglosassoni.

Come logo della società è stato scelto un volto di donna dalla testa di Nautilus: una creatura dalla natura terrestre e marina, estremamente evoluta e complessa.
Il Nautilus è un fossile vivente, capace di regolare la propria densità, sopravvissuto per oltre cento milioni di anni di storia del nostro pianeta organico. Il suo guscio a spirale ha una struttura frattalica, che mostra infiniti sotto-sistemi ad ogni ingrandimento. È, in ciò, l’immagine visibile, la manifestazione estetica della ragione logico-matematica.
Ai soci viene chiesto, più che un intervento finanziario, la partecipazione attiva ad una “repubblica di cervelli” attraverso la rappresentanza delle loro migliori risorse, tra dirigenti, ricercatori e studiosi dotati di una formazione culturale trasversale e transdisciplinare.
In Ipazia P.T., dunque, specialisti di diversi saperi e di varie aree di competenza si aggregano, si integrano e si completano in un nuovo sistema di quadri concettuali, capace di produrre un “meta-punto di vista” conoscitivo, una “torre di controllo” intellettuale, che “sorveglia” le trasformazioni della società e del mercato, proponendo soluzioni davvero originali e non settoriali di fronte a vecchi e nuovi problemi, generali e specifici.
AGIRE DA IPAZIANI

La ricchezza e la multiformità degli apporti assicurati dai suoi membri, attuali e futuri, fanno di Ipazia un “frattale” del mondo complesso in cui intende operare. Essa, infatti, riproduce in sé, su scala ridotta, l’eterogeneità del reale con cui si confronta e la cui frammentazione ha scelto di assumere come sfida. Il suo modus operandi dovrà dunque essere l’anticipazione e l’inveramento dei suoi stessi principi, della sua ratio essendi.
Se la “riforma delle coscienze” passa attraverso un rafforzamento dell’identità dei soggetti, aiutati a ricomporre l’unità transdisciplinare dei saperi e delle esperienze, anche Ipazia dovrà mantenere la propria integrale identità nella molteciplità delle sue azioni ed espressioni.
Ogni suo membro, individuale e collettivo, pur nella singolarità dei compiti e delle mansioni individuali, si configura perciò egli stesso come un frattale – un’immagine del tutto, condividendo con ogni altro ipaziano il senso della missione, i valori fondanti e la strategia della Società. Tale condivisione costituisce il principale fattore di coordinamento dell’azione del Gruppo e la condizione per assicurare l’integrazione dei suoi membri.
Insieme, essi si sentono impegnati ad operare in un organismo societario che pensa, prevede e anticipa il futuro, contribuendo ad una politica illuminata attraverso lo studio e la ricerca intorno ad alcune ampie aree tematiche strategiche, che riguardano le questioni emergenti nel dibattito culturale, sociale e politico, i nodi più vivi del pensiero, dell’etica e dell’economia contemporanei.
Ipazia Preveggenza Tecnologica vuole essere, infine, una organizzazione “al femminile”, che mira a valorizzare la femminilità come qualità e virtù, come capacità di coniugare logica e immaginazione, di navigare in situazioni difficili e ambigue, di comprendere in modo sintetico e globale oltre che analitico e per dettagli.
La sopravvivenza delle società del passato era affidata alla forza fisica e logica dei maschi. La sopravvivenza e lo sviluppo democratico delle società del futuro, invece, non possono che avere le donne come protagoniste, con la loro fertilità di pensiero e di sentimento, con la capacità di generare soluzioni nuove, alternative e impreviste, anche in condizioni caotiche e critiche e oltre la logica del profitto e del conflitto.
CON LO STATO ITALIANO, L'EUROPA E IL MEDITERRANEO IN UNA VISIONE DI CITTADINANZA PLANETARIA

Ogni realtà (compresi i soggetti economici) non può ormai negare la profonda unità e la mutua interdipendenza, nel mondo attuale, dei destini dei singoli e della collettività. La solidarietà, tra gli individui e tra gli stati, spesso violentemente contrastata, si profila così come la scelta più saggia e anche la più redditizia sul piano economico. Soltanto in funzione del bene comune è possibile tutelare l’interesse individuale a lungo termine. Perché ciò accada, però, occorrono soggetti che svolgano un’attività di mediazione tra l’Autorità politica e giuridica e i cittadini, creando un collegamento tra le reali esigenze della società, le scelte istituzionali corrispondenti e la concreta attuazione degli interventi.
Coloro che hanno la responsabilità della “cosa pubblica” necessitano di figure di mediazione con la società civile, capaci di dotare di identità sociale le iniziative di governo della collettività, secondo un progetto politico definito. Su questa consapevolezza si vuole fondare l’operare di Ipazia Preveggenza Tecnologica, intenzionata a collaborare con spirito di servizio con l’entità preposta, per eccellenza, alla tutela e all’organizzazione del bene comune: lo Stato Italiano e il futuro Stato Europeo.
Proveremo a costruire la solidità commerciale e il nostro sviluppo economico su un ruolo di "osservatorio sociale”, che affianchi lo Stato nel processo di trasformazione culturale e di riorganizzazione politica che inevitabilmente lo attende. Ci vogliamo caratterizzare dunque, come un “think tank”: un bacino di pensieri, di idee, di progetti ad alto potenziale.
Destinatari privilegiati della nostra consulenza e dei nostri servizi sono, dunque, le Istituzioni Pubbliche, la Pubblica Amministrazione, le Università e gli Istituti di Cultura.
Ipazia Preveggenza Tecnologica pone la cultura alla base del proprio agire, insieme ad un modo strategico di concepire la comunicazione. Fin dagli inizi del suo operare, essa intende impegnarsi in vere e proprie battaglie di civiltà, per le quali intessere relazioni diplomatiche e professionali di rilievo, consolidate dall’eticità del suo operare. Il marketing culturale, infatti, non può mirare semplicemente alla vendita di prodotti, ma deve essere finalizzato a creare le condizioni psicologiche, etiche e giuridiche, perché si favoriscano cambiamenti di mentalità che possano generare benefici a lungo termine per la società nella suo complesso.
Si tratta di promuovere quei valori che sono a fondamento di una società libera, costruita e rafforzata dal ruolo attivo e propositivo della comunità civile.
La società libera prevede un movimento dal basso verso l’alto, con il reciproco controllo e il bilanciamento di tutte le sfere che compongono il variegato insieme delle esperienze politiche, economiche, culturali, religiose caratterizzanti la società contemporanea. In tal modo, politica, economia e cultura, ovvero, le istituzioni che difendono e promuovono il dialogo politico, la libera economia imprenditoriale e il pluralismo culturale, sono i pilastri indissolubili che sorreggono il sistema democratico.
La cultura è la linfa della società dell’informazione in cui viviamo e delle decisioni politiche che condizionano gli orientamenti ideologici dei cittadini.







