Nulla sarĂ  come prima

11 Gennaio 2012

 Cari Amici che avete condiviso con Ipazia l’avventura senese, 

senza dubbio ricorderete i nostri allarmi, ripetuti fino all’ossessione, circa i pericoli che correvano le principali istituzioni della città: il “Monte” e l’Università, per tacere dell’ospedale il cui dissesto non gode della dovuta attenzione solo a causa della drammaticità delle condizioni delle prime due.

Inondammo la città di parole stampate e ripetute in comizi, polemiche, articoli e riunioni con il risultato di vedere Ceccuzzi eletto con il 54,71% dei voti e noi fermi al 16,73% terzi alle spalle del povero Nannini, sacrificatosi, lui uomo da sempre di sinistra, per consentire al bituminoso groviglio di potere di perpetuarsi.

Ebbene, è con tristezza, dolore e preoccupazione che vediamo i nodi venire al pettine, nodi che Pierluigi Piccini ha incessantemente denunciato e che lucidamente affronta in un articolo che l’ostile “Corriere di Siena” ha pubblicato l’8 gennaio. 

Pierluigi Piccini

L’analisi di Piccini, che spazia dalla gestione naif di Renzi a Firenze e conservatrice di Rossi in qualità di governatore della Regione Toscana, si conclude con la constatazione, ben argomentata, che, dopo il passaggio di mano del Monte, nulla a Siena sarà come prima, soprattutto perché la classe dirigente del PD, dimostrando di non avere compreso la complessità della situazione, evidenzia la propria incapacità di elaborare una strategia per il futuro, perseguendo l’obbiettivo di innovare “sopra le contraddizioni senza riuscire ad interpretarle”.

Ci sia concesso di dedicare due parole al “Corriere di Siena” e al suo direttore Stefano Bisi che, dopo le aspre parole rivolte a Ipazia oltre che a Claudio Martelli, entrambi alleati di Piccini nella battaglia elettorale, sembra avere oggi mutato indirizzo… non sarebbe quindi ora di riconoscere ai sostenitori e fan di Piccini la correttezza e la lungimiranza delle analisi, chiamandoli a una comune azione in difesa della città e dei suoi cittadini?

Se oggi le azioni del Monte valgono meno di 20 centesimi di euro, al netto della crisi finanziaria, di chi può essere la responsabilità se non di chi ha retto le sorti della banca negli ultimi 11 anni e che oggi, nella persona di Ceccuzzi e in quella di Mancini, ha dato il via a un indecoroso “scaricabarile” (parole di Luca Piana, C’era una volta il modello Siena, “L’Espresso”, 12.1.2012) per tacere di Giuseppe Mussari, attuale presidente dell’ABI?

L’articolo citato, chiama nuovamente in causa Pierluigi Piccini, al momento artefice di una proposta “concreta” di salvataggio del Monte basata sul coinvolgimento delle altre fondazioni bancarie toscane,  nonché ilcittadinoonline.it, prezioso alleato nella battaglia senese e che tanto spazio ha dedicato a Ipazia e ai suoi pensieri.

Ebbene, con l’amarezza per avere assistito impotenti, e inascoltati, al declino della banca più antica del mondo, auspichiamo per la città un futuro che sappia tener conto dei consigli e delle oneste idee di Piccini.

PS Last but not least, merita un discorso a parte la questione “Siena capitale europea della cultura 2019”, che vide sulle due opposte sponde un dibattito di ben diverso respiro, essendo quello del PD affidato al prof. Sacco e centrato sullo sviluppo delle attività artigianali della città, cui fece da controcanto la nostra proposta, che chiedeva la creazone di una macro regione comprendente Perugia, Assisi fino a Terni e Ravenna, immaginando un 2019 all’insegna delle tecnologie informatiche e biotecnologiche. Come finirà anche questa “avventura”?

 

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