Monte Stella

Tra le case distrutte di Milano bombardata nacque l’idea di elevare una montagna utilizzando le macerie che ingombravano i pensieri dei milanesi e ne ostruivano il desiderio di ricominciare una nuova vita in libertà e democrazia. Artefice fu l’architetto Piero Bottoni che nell’immediato dopoguerra progettò anche il contiguo quartiere QT8.
Il monte, alto 171 metri, ricoperto di alberi e prati e meta di milanesi in cerca di svago, è noto sia come Montagnetta di San Siro sia come Monte Stella, dal nome della scultrice polacca Stella Sas Korczynska, prima e amatissima moglie del grande architetto milanese.

Se il Monte Stella è il frutto della cosciente rimozione di un problema, altrettanto lo è un suo illustre antenato, il mons Testeceus meglio noto come “Testaccio”, realizzato accumulando progressivamente i cocci delle anfore utilizzate per il trasporto dell’olio, proveniente soprattutto dalla Spagna; tuttavia se il primo fu realizzato con un colpo di genio, il secondo ha più il sapore di una scelta strategica riguardo il trattamento dei rifiuti. A noi pare che di entrambi (non intendiamo le macerie o i rifiuti) sia carente l’attuale classe dirigente italiana.

Se il passato e il presente vantano due illustri protagonisti, il futuro, nell’idea dell’architetto tedesco Jakob Tigges, prospetta una fantasmagoria quale raramente si affaccia al pensiero. Non sappiamo se vedremo mai svettare la montagna "The Berg" www.the-berg.de sui tetti di Berlino, ma ciò poco importa, giacché è il pensiero che conta, altrimenti cosa sia l’umanità senza pensieri qualcuno lo dovrà dimostrare un giorno.

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