La Favola di Natale
31 Gennaio 2011
Luogo: Sala Casella Accademia Filarmonica Romana Via Flaminia 118, Roma - ore 20:30

“La Favola di Natale”, concerto per narratore orchestra e coro maschile di Giovannino Guareschi e Arturo Coppola.
La Fondazione GAETANO SALVEMINI per il dialogo tra i Paesi del Mediterraneo in collaborazione con Ipazia Preveggenza Tecnologica (Roma), Federculture (Roma), Istituto di Letteratura musicale concentrazionaria (Barletta), Associazione Musikstrasse (Roma), Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi (Roma), Associazione Musicale I Suoni del Sud (Foggia), Associazione Musicale Diapente.
Orchestra Musica Concentrationaria diretta da Paolo Candido, i Solisti del Consort Vocale Diapente diretti da Lucio Ivaldi, Giacomo Cellucci, Gabriele Giorgi, Fabrizio Giovannetti, Amleto Luciano Massa.
Tenore solista Ugo Tarquini, narratore Angelo De Leonardis, ricostruzione della versione orchestrale originale di Paolo Candido e Francesco Lotoro.
Produzione artistica di Francesco Lotoro
P R O G R A M M A
Carlotta per tenore e orchestra (testo di G. Guareschi, musica di A. Coppola)
Dai Dai Bepin per coro maschile e orchestra (testo di G. Guareschi, musica di A. Coppola)
Polka Merkatall per orchestra (A. Coppola)
Treviso per coro a cappella (A. Coppola)
La musica concentrazionaria è l’intero corpus musicale creato in tutti i Campi di prigionia, transito, lavori forzati, concentramento, sterminio, penitenziari militari. Lo scrittore Giovannino Guareschi e il compositore Arturo Coppola condivisero l’esperienza concetrazionaria nel Lager nazista XB di Sandbostel per due anni. La Favola di Natale, per l’occasione nella sua forma originaria grazie alle ricerche di Francesco Lotoro e Paolo Candido, è la composizione più preziosa nata dalla collaborazione dei due prigionieri, che la rappresentarono nel Lager nel Dicembre del 1944, coinvolgendo i loro compagni. La Favola esprime la nostalgia e la speranza – i due poli entro i quali si colloca la vita di chi ha perduto la libertà o è privato dei suoi affetti – di un padre e di un figlio separati dalla prigionia del genitore, rappresentando in modo onirico la forza del legame che li tiene uniti.
“La Favola di Natale è nata […] nell’imminenza del secondo Natale di prigionia, come disperato tentativo di popolare quella gelida solitudine coi fantasmi dei nostri sogni. […] Coppola alloggiava al piano superiore e, mentre io scrivevo, componeva le musiche che dovevano commentare la fiaba. Poi le concertò, organizzò un coro, istruì dei cantanti, inventò un orchestra. […] I suonatori avevano le mani intirizzite dal gelo, i violini si spaccavano per l’umidità, le voci uscivano a stento da quei mucchietti di stracci.” (Giovannino Guareschi)
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