IPAZIA incontra il Gruppo META

10 June 2010


"La tecnologia (non) si presenta (...) con una pretesa egemonica e totalitaria, ma con tutta la forza di chi ha consapevolezza di essere la forza trainante dell'organizzazione sociale. E tuttavia, quando analizziamo le tecnologie e passiamo dal discorso generale sulla tecnologia alle diverse applicazioni tecnologiche, ci accorgiamo immediatamente della diversità con la quale le singole tecnologie devono poi essere considerate". Questo è il passaggio di apertura del Prof. Stefano Rodotà (allora Presidente dell’Autorità Garante per la Privacy) nel corso di un importante convegno sul rapporto tra le innovazioni tecnologiche e la società, svoltosi a Roma nel 2004 (Innovazioni tecnologiche e Privacy - Sviluppo Economico e Progresso Civile, a cura di Gaetano Rasi).

Al di là della specifico oggetto di approfondimento di quel consesso dal quale abbiamo estrapolato la frase, la riflessione del Prof. Rodotà ci sembra particolarmente adatta a presentare il senso di una nuova amicizia che IPAZIA si avvia a coltivare con il Gruppo META, una piccola e solida azienda italiana che opera sul mercato del software e che nel tempo (in 15 anni di attività), grazie anche alla partecipazione a progetti di ricerca di interesse nazionale, si è specializzata nello sviluppo di soluzioni tecnologiche e di intelligenza artificiale nel settore dei beni culturali.

Il Gruppo META (www.gruppometa.it) ha infatti sviluppato uno specifico know-how sulle dinamiche applicative del web semantico, delle reti neurali e dei motori di ricerca “intelligenti” che, oltre al segmento di riferimento dell’internet culturale, presenta enormi potenzialità di sviluppo in contesti molto diversificati, rappresentando in chiave tecnologica una risorsa per la gestione della complessità del sapere e della conoscenza, la possibile “forza trainante dell’organizzazione sociale”, appunto, ma che vada oltre la settorializzazione delle applicazioni informatiche.

Come nota significativamente Nicholas Carr nel suo “Il lato oscuro della rete” (ETAS, 2008) le ICT rappresentano un fattore abilitante del cambiamento e di sviluppo delle dinamiche di apprendimento non solo individuali, ma della società più in generale. Fuori dalla analisi di Carr, non possiamo non evidenziare come il cambiamento sia l’autentico obiettivo di ogni innovazione, e come ogni innovazione (ivi incluse quelle che compongono lo scenario delle potenzialità delle ICT e la stessa innovazione nelle ICT) che non produca cambiamento non possa dirsi realmente tale, ma debba essere confinata alla dimensione della naturale, progressiva evoluzione degli strumenti. Strumenti, che in questo caso non incidono realmente sulla dimensione sociale ed economica in cui agiscono, ma ne sono più limitatamente solo una delle espressioni, e schiacciano, per così dire, le potenzialità delle tecnologie al livello di una commodity.

È su questo terreno che IPAZIA ha incontrato il Gruppo META, dando avvio ad un confronto – che ci auguriamo fruttuoso come le premesse ci indicano – finalizzato a coniugare il sistema di valori di cui IPAZIA si fa incarnazione e portatrice con il sistema di competenze che esprime una azienda coraggiosa per la sua capacità di essere presente nel Mezzogiorno e di avere assegnato alla sua presenza al Sud un significato strategico per la sua crescita, e per concorrere alla concretizzazione delle opportunità di cambiamento di un territorio difficile, nella prospettiva imprenditoriale, ma ricco di forze propulsive e di cambiamento che devono essere consolidate e valorizzate. Il nostro obiettivo prova a soddisfare una domanda difficile anche da formulare: è possibile contaminare lo spazio dell’innovazione tecnologica con una nuova etica valoriale di sviluppo? Riteniamo che nello spazio di confronto aperto con META si sia avviata la costruzione di una risposta a questa domanda.
 

Gianluca Passaro

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