Dov'è la festa?
01 Settembre 2011
Quando mi sono organizzato le ferie estive dell’anno di grazia 2011 (privilegiato me che me le sono potute permettere) avevo calcolato che, ritornando a Roma il 30 agosto, avrei potuto chiudere in bellezza festeggiando lo storico accordo stipulato un anno fa tra Italia e Libia.
Già pregustavo un festoso carosello dei Carabinieri in onore del nostro ospite Muʿammar Abū Minyar ʿAbd al-Salām al-Qadhdhāfī capo della Grande Giamahiria Araba Libica Popolare Socialista; immaginavo un nutrito gruppo di giovani donne, entusiaste e prezzolate, invitate a seguire una conferenza del suddetto intorno al tema: "Il valore dei patti e dell’amicizia: E se veramente temi il tradimento da parte di un popolo, denunciane l'alleanza in tutta lealtà, ché veramente Allah non ama i traditori" (Sura VIII, 58); attendevo gli elogianti articoli ed editoriali delle principali testate pubbliche e private nonché la processione di imprenditori che avrebbero cenato con il Colonnello… e invece niente.
NESSUNA FESTA!

Muʿammar Abū Minyar ʿAbd al-Salām al-Qadhdhāfī
Ma come? Ma perché nessuno mi ha avvertito che non sarebbe stata piantata nessuna tenda nel parco di Doria Pamphili? Perché in una situazione così tragica come quella nella quale si trova il nostro “amico” e “alleato” nessuno gli ha offerto un po’ di sana distrazione dalle fatiche della guerra, un po’ di sostegno, di accoglienza, di amicizia?
Non capisco, eppure abbiamo firmato un tratto giusto un anno fa, trattato nel quale ci impegnavamo ad astenerci da forme di ingerenza diretta e indiretta negli affari interni ed esterni, e poi a costruire uno spazio culturale comune, e poi a corrispondere 5 miliardi di dollari in venti anni per realizzare progetti infrastrutturali, e poi a dare impulso alle relazioni politiche bilaterali, e poi armi, disarmo, petrolio, case, ricerca scientifica, rimborsi… stabilendo che, infine, “il giorno 30 agosto viene considerato, in Italia e nella Grande Giamahiria, Giornata dell’Amicizia italo-libica”.
Cos’è potuto accadere tutto ciò? Eppure ricordo bene i baci, gli abbracci, le salame-leccate che con le quali fu accolto il rivoluzionario; sono senza parole, sono orfano di senso, di spiegazioni; qualcuno è disposto a darmele?

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